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Investire in sicurezza è un affare: per ogni euro investito si stima se ne guadagnino 2,2 (e ne guadagna anche l’immagine): Immagine

Investire in sicurezza è un affare: per ogni euro investito si stima se ne guadagnino 2,2 (e ne guadagna anche l’immagine)

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DIC

Chiusura aziendale per festività natalizie: Immagine

Chiusura aziendale per festività natalizie

Il nostro staff vi augura Buon Natale e Felice Anno Nuovo, ricordandovi che gli uffici resteranno chiusi dal 20 dicembre sino al 01 gennaio compreso. ...

Questo dato positivo è certamente dovuto all’aumento di consapevolezza da parte dei datori di lavoro e delle figure preposte alla sicurezza, ad investire in dispositivi di prevenzione infortuni.

 

A dare un'ulteriore spinta in questa direzione, ci ha pensato anche il bando di Impresa Sicura, previsto dal decreto Cura Italia (DL 18/2020, articolo 43, comma 1) che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese di qualunque dimensione e operanti su tutto il territorio nazionale.

 

Il bando di Invitalia permette alle aziende di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale (DPI) finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

 

Ma il tema della sicurezza non ha visto dati positivi solo sul nostro territorio, se andiamo in Francia, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, evidenzia che l’assenza sul posto di lavoro è notevolmente diminuita grazie al programma TMS Pros che finanzia fino al 70% dei costi delle imprese con meno di 50 dipendenti che avviano progetti di prevenzione e l’acquisto di attrezzature per la sicurezza.

 

In linea generale, i finanziamenti alle aziende sono determinanti per la maggior parte delle PMI in Italia e nel resto dell’Europa, senza l’accesso ai bandi sarebbe impossibile ottenere in molti casi alti livelli di sicurezza.  

Va considerato anche che le PMI italiane, scarseggiano in organico di figure professionali esperte in sicurezza, a differenza invece delle grandi imprese che assumono sempre di più figure come Safety Manager o HSE Manager.

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Un ambiente di lavoro sicuro rafforza l’immagine aziendale e attira i talenti, un ambiente poco sicuro, favorisce incidenti e sfocia in azioni legali ai danni di manager e datori di lavoro.


Le aziende sono tenute a investire in sicurezza, in primis per evitare incidenti ma anche perché lo dice la legge. 
Oltre ad essere un adempimento degli obblighi normativi, la prevenzione degli infortuni che avviene attraverso l’acquisto di dispositivi e impiego di procedure, può diventare vantaggioso sia economicamente che a livello di Corporate Image.


Le condizioni di lavoro infatti, influenzano significativamente l’immagine dell’azienda e l’interesse che suscita come luogo di lavoro. 

Un’azienda che ha a cuore la sicurezza, avrà nel suo staff dipendenti che faranno da testimonial parlandone bene, contribuendo a costruire una brand identity e innescando un circolo vizioso che la renderà attraente a nuovi talenti.


Inoltre, negli ultimi decenni, i dipendenti sono diventati molto più consapevoli del fatto che le condizioni di lavoro contribuiscono al loro benessere generale e al loro rendimento. Non è infatti raro sentir parlare di conseguenze devastanti a lungo termine sul proprio stato fisico e psicologico legate ad ambienti di lavoro insicuri.

Infine, un’azienda che protegge e si prende cura della forza lavoro, aumenta la lealtà dei dipendenti e riduce notevolmente il turnover e questo si traduce per le aziende in efficienza lavorativa e risparmio.
 

Il ROP (return on prevention) entra diritto tra i KPI più importanti che le aziende devono tenere sotto controllo.

Oltre agli aspetti legati all’immagine, gli investimenti in sicurezza nei luoghi di lavoro contribuiscono a limitare il numero di assenze, promuovere la permanenza sul lavoro e migliorano la produttività.
Secondo la ricerca dell’Agenzia Europea per la Sicurezza sul Lavoro, a causa dell’assenza dovuta a malattie professionali, in Europa si registrano perdite pari a 500 milioni di euro e, in Italia, ogni malattia professionale ha un costo stimato di oltre 200 mila euro. 

 

Questi numeri dovrebbero invitare tutti i datori di lavoro e gli RSPP a riflettere sul binomio costi/opportunità, ovvero il ROP (return on prevention), la misura che valuta la performance, in questo caso il ritorno dell’investimento in sicurezza e prevenzione da malattie e infortuni.

 

Abbiamo sentito parlare di ROP per la prima volta da Horst Konkolewsky, Segretario generale della ISSA, “International Social Security Association”, nella corso del “XIX Congresso internazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro”.

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Durante il congresso, il segretario Konkolewsky ha presentato la ricerca “The return on prevention. Calculating the costs and benefits of investments in occupational safety and health in companies”, una ricerca sui benefici economici degli investimenti in prevenzione per la sicurezza sul lavoro.


Non va dimenticato che la gestione della sicurezza sul lavoro, innegabilmente rappresenta un costo iniziale ma a lungo termine, ci dimostra il segretario Konkolewsky, produce un ritorno economico.
La ricerca di Komkolewsky prende in esame 300 aziende provenienti da 15 nazioni di ogni parte del mondo.


Attraverso una serie di interviste. è stato chiesto agli imprenditori e agli addetti alla sicurezza di stimare l'impatto degli interventi di prevenzione sui diversi aspetti della vista aziendale e fare un bilancio di costi/benefici. 
Tra i costi sono stati presi in esame:

  • L’acquisto di Dispositivi di protezione individuale;
  • la consulenza sulle tecnologie di sicurezza;
  • il sostegno sanitario ai lavoratori;
  • la formazione per la sicurezza;
  • check up medici preventivi;
  • costi organizzativi, di investimento e iniziali.

 

Senza entrare nello specifico dei numeri, emerge che l’azienda deve pagare circa € 1.334 per dipendente, ma il beneficio prodotto dalla conseguenza di questi investimenti è di circa € 2.940 con evidente guadagno per le aziende.


I benefici individuati si traducono in:

  • riduzione dei rischi:
  • aumento della consapevolezza dei rischi;
  • riduzione delle violazioni alle norme di sicurezza;
  • riduzione del numero di infortuni
  • miglioramento dell’immagine aziendale 
  • miglioramento della cultura d’impresa 
  • riduzione delle interruzioni sul lavoro
  • riduzione delle turbative al regolare svolgimento del lavoro 
  • aumento del numero di innovazioni 
  • miglioramento della soddisfazione del cliente 
  • miglioramento del rispetto delle scadenze 
  • miglioramento della qualità dei prodotti 
  • riduzione dei tempi di recupero dei ritardi dovuti ad interruzioni 
  • riduzione delle perdite di tempo
  • riduzione delle fluttuazioni della produzione 
  • se dovessimo raggruppare questi benefici in tre macroaree sarebbero:
  • benefici diretti, come ad esempio la riduzione degli incidenti;
  • benefici indiretti, per esempio il miglioramento dell’immagine;
  • benefici a lungo termine, per esempio la sostenibilità dei programmi di prevenzione.

 

Questo esercizio ha dato come risultato un ROP di circa 2,2 (€ 2940/ €1334), ciò significa che per ogni euro investito, l’azienda ne guadagna più di 2.

Se i numeri non mentono, la prevenzione conviene.
 

ROP: COSTS/BENEFIT

Da dove iniziare per avere un’azienda sicura.

 

Tra le prime cose da fare quando si apre una nuova impresa, c’è la messa in sicurezza del luogo di lavoro, questo processo parte dopo l’identificazione della classe di rischio.

Il livello di rischio viene attribuito in base all’attività lavorativa svolta dall’azienda, classificata con un codice Ateco assegnato dalla camera di commercio all’atto della costituzione dell’azienda. 

 

Ogni attività infatti, ha un indice di rischio basato sulle statistiche infortunistiche, elaborate dall’INAIL. 

Questo indice ci dirà se un’azienda ha un rischio alto, medio oppure basso.

 

Successivamente alla definizione della classe di rischio sarà necessaria la nomina di due figure:
il responsabile della sicurezza (RSPP), che potrebbe essere lo stesso imprenditore;
il medico competente.

Al fine di garantire la sicurezza sul lavoro, la normativa vigente prevede che il personale così come il titolare dell’azienda, siano soggetti ad una formazione adeguata in materia di salute e di sicurezza sul lavoro. 

 

In aggiunta alla parte teorica, sarà sempre premura del datore di lavoro, mettere a disposizione dei dipendenti, dispositivi di sicurezza, meglio conosciuti come DPI, ossia dispositivi di protezione individuale, 

I DPI rappresentano degli strumenti precauzionali, adottati in ambito lavorativo, che hanno l’obiettivo di proteggere il lavoratore da eventuali pericoli che possano mettere a rischio la sua incolumità e la salute sul luogo di lavoro.

 

E’ dovere assoluto del datore di lavoro, quello di fornire ai propri dipendenti tutti gli strumenti necessari per proteggersi, in base alla natura delle mansioni.

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In aggiunta ai dispositivi obbligatori, è buona norma adottare sistemi integrativi di sicurezza, questo specialmente in alcune aree produttive come i magazzini dove le norme base abbiamo visto, non sempre sono sufficienti ad evitare incidenti. 


I carrelli elevatori sono da sempre una delle principali cause di infortuni gravi ed i sistemi di anticollisione sono lo strumento più importante per evitarli.


In base alle ricerche degli ultimi 12 anni ed alle oltre 5.000 installazioni in tutto il mondo, le caratteristiche più richieste dalle aziende per coniugare massima sicurezza senza rallentare i processi produttivi, anche in aziende con centinaia di mezzi in movimentazione sono:

  • Compattezza dei sistemi attivi e passivi: dimensioni ridotte e design studiato per agevolare l’installazione sulla parte posteriore del carrello elevatore
  • Sensoristica ed elettronica evoluta: utilizziamo componenti di ultima generazione per avere delle capacità di rilevazione e segnalazione (o intervento sulla velocità del mezzo) immediate ed affidabili
  • Flessibilità: ampia gamma di parametri personalizzabili, tramite apposito software, per adattare il sistema ai più disparati luoghi di lavoro e ai loro layout e per configurare le opzioni relative a distanze, rilevamento e intensità degli allarmi
  • Affidabilità: prodotto industriale professionale progettato per la massima resa e la durata nel tempo, grazie all’impiego di materiali di qualità e a un’elettronica evoluta
  • Semplicità di installazione: i nostri sistemi sono pensati per un’installazione veloce, semplice ed intuitiva

 

Tutti questi principi gli abbiamo applicati nella realizzazione e progettazione dei sistemi SIS-Safety. In aggiunta, ci siamo resi conto che per semplificare il lavoro alle aziende era necessaria un’assistenza al cliente personalizzata ed un team preparato sempre disponibile.


Sempre più case madri (i principali produttori di carrelli elevatori) e aziende di tutte le dimensioni si stanno affidando alla sicurezza di SIS.
Dal 2009 con oltre 5.000 installazioni in aziende multinazionali o PMI di tutto il mondo SIS Safe Stop salvano ogni anno vite umane e previene danni ai beni aziendali.

Questa è la Mission di SIS-Safety: proteggere le aziende ed i loro lavoratori mantenendo alti standard produttivi, perché non è possibile compromettere i risultati aziendali a causa di sistemi che rallentano la competitività delle imprese.

 

Vuoi aumentare il tuo ROP (Return on Prevention)?

Possiamo aiutarti: Scrivi a info-sis@cypag.com per ricevere una consulenza personalizzata, durante la quale ti aiuteremo ad individuare la soluzione più adatta alla tua azienda per ridurre i rischi di infortunio con i carrelli elevatori.

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